San Giuda Taddeo (apostolo), è uno dei dodici apostoli e va distinto dal traditore di Gesù: "Giuda figlio di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu poi il traditore".

Nell'elenco degli apostoli, San Giuda è citato dall'evangelista Matteo con l'aggiunta di Taddeo (dal greco Taddaios, che significa uomo dal petto grande, ossia generoso).

L'apostolo Giuda Taddeo è da tenere quindi distinto da:

          a) Giuda Iscariota (traditore di Gesù), il cui padre si chiamava Simone.

In modo esplicito, poi, l'evangelista Giovanni distingue Giuda Taddeo da Giuda Iscariota nel brano in cui ci trasmette l'unico intervento del primo: "... Gli disse Giuda, non l'Iscariota: Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?".

          b) Giuda fratello (parente) di Gesù. Questi non era uno dei dodici apostoli e suo padre si chiamava Cleopa o Cleofa. L'evangelista Giovanni ci fa conoscere la moglie del predetto Cleofa: "Vicino alla croce di Gesù stavano sua madre e la sorella (parente) di sua madre, Maria di Cleofa".

Nel Vangelo di Matteo c'è l'elenco dei fratelli (parenti) di Gesù: "... non è forse il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria ed i suoi fratelli (parenti) Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?". Nello stesso Vangelo appare, poi, il nome della madre dei suddetti parenti, con la sola indicazione di due dei quattro fratelli. "Fra esse (cioè fra le donne al momento della crocifissione) c'era Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe e la madre dei figli di Zebedeo". Inoltre, l'autore della Lettera di Giuda afferma di essere fratello di Giacomo ucciso nel 62 d.C. sotto il sommo sacerdota Anania, successe, nella carica vescovile, suo fratello Simone.

L'autorevole biblista John L. McKenzie, gesuita, conferma che numerosi studiosi moderni sono convinti che il Giuda dei dodici apostoli e il Giuda parente del Signore non siano la stessa persona. Di distinzione è assertore anche lo studioso U. Vanni.

In uno scritto apocrifo del III sec. d.C. si fa riferimento a San Giuda Taddeo come inviato al re di Edessa, Abgar. La leggenda narra che San Giuda Taddeo guarì il re e molti suoi sudditi con l'imposizione delle mani e con la preghiera, compiendo pure opere meravigliose durante l'annuncio della parola di Dio.

La tradizione relativa all'ultima fase della  vita di Giuda Taddeo è particolarmente confusa a causa principalmente dello scambio e della confusione con altri personaggi; per esempio con Addai, Tommaso, Simone Zelota.

Secondo alcuni Taddeo sarebbe stato lo sposo alle nozze di Cana. Altri ancora affermano che lo stesso abbia terminato la sua serena esistenza a Edessa, città di Abgar. Altri ancora che sia stato martirizzato ad Arado, presso Beirut (Libano).

Le sue reliquie sono venerate a Reims e a Tolouse (Francia). Nel medioevo il culto di San Giuda Taddeo ha risentito molto della confusione del suo nome con quello di Giuda Iscariota.

S. Brigida di Svevia racconta nelle sue rivelazioni che Gesù la esortò ad invocare  con fiducia il suddetto Santo.

La Chiesa greca lo venera il 19 luglio con una grande festa. E' importante il culto tributatogli dali Armeni che fissano la data della ricorrenza del Santo al 16 febbraio e quello dei Copti che la fissano al 2 luglio.

San Giuda Taddeo, insieme con Santa Rita da Cascia, è invocato quale protettore nei casi disperati.

Nella Chiesa latina la festa del Santo cade il 28 ottobre insieme a Simone (SS. Simone e Giuda).

Difficile è accertare l'origine del culto per questo Apostolo ad Angri e a Castellammare di Stabia e rari sono altri esempi di devozione nelle Diocesi.